Da: "vento... su TL" A: Oggetto: [Tamburi Lontani] RASSEGNA STAMPA DEL 2003/06/16 (e precedente) Data: lunedì 16 giugno 2003 16.04 Concerti: alcune cose; 1) L'evento di Milano sarà trasmesso integralmente in streaming sul portale libero.it (www.libero.it) 2) Sempre per il concerto di Milano vi informo che gli ingressi riservati ticketone sono i numeri 1 e 2. 2) E' stato dato il via alla prevendita del concerto dell'08 luglio a BARI. E poi ancoraaaaa... concedetemelo... UN GRANDE FEGIZ!! A dopo Giuseppe -------------------------------------------------------------------------------- IN CONCERTO GIOVEDÌ AL MEAZZA, IL CANTAUTORE RACCONTA GIOIA E ANSIA DEL RITORNO DOPO 5 ANNI «SAN SIRO, LA MIA GRANDE EMOZIONE» Baglioni: «Conosco il brivido che sale quando tutti cantano le tue parole» di Claudio Baglioni Una notte indimenticabile, in un'atmosfera irreale, dove il palco sembrava planato al centro del «Mare della Serenità». E si sa, tanto più forte è il ricordo, tanto più grande è l'emozione del ritorno. Anche se io non soffro di routine e per me è sempre una prima volta, c'è la paura di ogni vigilia a tenere alta la tensione. Allora, cerco di rovesciare la situazione a mio vantaggio, e tradurre in energia l'adrenalina che mi percorre all'idea di trovarmi al centro di uno stadio. E ce ne vuole di energia per affrontarlo, soprattutto quando il palco è al centro e ti senti un pigmeo su una spiaggia deserta nello stesso istante nel quale il più burrascoso degli oceani ha deciso di scaricarle addosso un'onda gigantesca. Non suono negli stadi da allora, ma certo non ho dimenticato l'emozione senza nome che sale dentro quando vedi ondeggiare a tempo una simile muraglia umana e senti decine di migliaia di voci che cantano parole e note uscite dalla tua fantasia. Ma il 19 giugno, al centro del Meazza, non sarò solo. Mi accompagneranno 6 straordinari musicisti, 42 elementi di orchestra e un balletto di 80 persone, oltre a una moltitudine - reclutata città per città - di performer, atleti e artisti di strada con cui, ogni sera, costruiremo uno spettacolo diverso. Non perché in un grande spazio sia necessario un grande numero. Non sono affetto da manie di gigantismo e non ho in mente un kolossal. Penso, piuttosto, ad un concerto figlio di una pluralità di elementi, di gesti, di linguaggi, di voci. Come in uno spartito, dove ogni nota è fondamentale, perché senza di lei la musica non sarebbe completa e non sarebbe più la stessa. E proprio come accade con uno spartito, ogni concerto sarà diverso perché ogni sera ne daremo una lettura diversa, un nuova interpretazione. E questo valore dell'insieme, di una molteplicità composta da tante individualità è un po' il tema di questo mio nuovo disco. Un pensiero alla forza dei tanti «io che con le loro piccole storie animano la grande storia la quale, senza queste anime sconosciute, non sarebbe l'affascinante (anche se, talvolta tortuosa) parabola che conosciamo. Ma, forse, la novità più importante di questo tour saranno le canzoni. Per ragioni anagrafiche, più gli anni passano e più le canzoni aumentano. E ogni volta che mi trovo a pensare ad una scaletta, mi prende lo sconforto. Ad ogni esclusione, il dolore cresce. Belle o brutte, infatti, le canzoni sono un po' come i figli. Vuoi bene a tutti. E, siccome suonarle tutte, purtroppo, non è fisicamente possibile, ho deciso - per la prima volta - di toccare tutti i momenti per me più significativi di questi trentacinque anni di musica, riproponendo anche certe canzoni importanti che non suono più da tempo. Senza lasciare fuori niente di quelle piccole emozioni in forma di canzone che mi fanno abitare da così tanto tempo nei vostri cuori, nella speranza che, oggi come allora, la notte del Meazza possa essere tra quelle che conquisteranno un posto particolare nella vostra memoria. Perché, ne sono certo, avrà un posto particolare nella mia Fonte: "Il Corriere della Sera" del 16 ........................ TANTI VOLTI NOTI IN TRIBUNA, C'È ANCHE IL MISTER DELLA SERIE A TRA I VIP SPUNTA LA MAMMA MONDANITÀ di Angelica Malvatani ANCONA - Per la grande festa in onore di Claudio Baglioni, gli invitati non potevano che essere d'eccezione. ARRIVANO UNO DOPO L'ALTRO, INTORNO ALLE 21, PER COLORARE UNA TRIBUNA ACCESA D'ARANCIONE. Quasi nascosta tra la folla la mamma di Claudio, a stringere mani commossa. Non poteva mancare all'ennesimo debutto di quel figlio speciale, con un vestito scuro elegante e l'aria semplice di chi vive un momento più grande di lei. E poi la bella Rossella, la compagna di Baglioni, e gli amici della città che ormai ha adottato il cantante, con in testa il sindaco Fabio Sturani, con la moglie. Presenti tra gli altri l'assessore comunale allo Sport, Pecoraro, l'assessore regionale Luigi Rocchi, il comandante del compartimento della Polizia stradale Italo D'Angelo. In prima fila anche i giocatori dell'Ancona, con in testa il patron Pieroni e l'allenatore Gigi Simoni. A concerto iniziato arriva anche Giampiero Galeazzi. E poi, Paolo Giampaoli e il mondo che conta in città. Un tocco di bellezza l'ha portato Natasha Stefanenko, amica di vecchia data di Pepi Morgia. Proprio il regista ha fatto gli onori di casa. Quando si spengono le luci, le emozioni sono identiche per tutti. Alla fine è come se la città intera avesse abbracciato Baglioni, in un unico, grande "arrivederci". Fonte: "Corriere Adriatico" - del 15 ........................ GLI OSPITI IN TRIBUNA ROSSELLA LA PIÙ INVIDIATA DALLE FAN di Angelica Malvatani ANCONA - La scelta del proprio cantante preferito non è mai casuale. E' un legame fatto di storie, di note, emozioni, incanti che durano tutta la vita. Per questo chi si tiene dentro la musica di Claudio Baglioni, la sua voce inconfondibile, la dolcezza delle sue parole, può fare centinaia di chilometri, sborsare cifre folli, fare sacrifici immani pur di esserci. La baraonda colorata attorno allo stadio del Conero è piena di storie, di gente che è riuscita ad assistere a ben cinque concerti di Baglioni, in giro per l'Italia, sempre con lo stesso identico entusiasmo. E allora li vedi attorno alla sagoma del cantante, un'immagine a grandezza naturale, a farsi le foto come se fosse proprio lui, tutte, perché tante sono le donne, armate di cuoricini e ciondoli che si illuminano, piccoli orrori che vanno bene finché dura la magia del concerto, e domani chissà che fine faranno. Alcune delle fan più accanite hanno scelto di vestirsi di arancione, basta una maglietta o un foulard per essere in tono con il colore tema dello spettacolo. Anche Rossella Barattolo, la fortunata mortale che è accanto a Baglioni da anni, ha deciso di indossare il colore acceso del sole d'estate, un modo per sottolineare la sua bellezza bruna. Arriva con un abitino in pelle stropicciata ad arte, corto e stretto, un vezzo che può permettersi tranquillamente vista la linea perfetta che ha. Sorride e stringe mani, sicura del regalo che il suo uomo sta per fare ai numerosissimi spettatori che le si stringono intorno. Abito scuro invece per la mamma di Baglioni, solo una collana di corallo rosso fuoco al collo, un piccolo tocco di civetteria. Anche per lei, omaggi da parte di tutti i vip presenti, con il sindaco Sturani in testa. In tribuna vip, tutta la simpatia di Giampiero Galeazzi, accaldato e a tratti vittima di qualche colpo di sonno, complice il caldo e una cena probabilmente troppo abbondante. Il giornalista si sveglia però quando Baglioni canta "Mille gironi di te e di me" e non si preoccupa affatto di nascondere la sua commozione. Tra le lacrime confessa ai vicini che la canzone gli riporta il ricordo di un momento importante della sua storia d'amore con la moglie. Tanta l'emozione quando al pianoforte si mette Andrea Bocelli e sono tutti in piedi per rendere omaggio al talento del cantante, sono tre minuti appena ma talmente intensi da restare nel cuore per sempre. Alla fine, scendono tutti dalla gradinata, quasi volessero trattenere Claudio, almeno per una canzone ancora. Loro, i fan, potrebbero cantare e ballare per lui fino all'alba. Fonte: "Corriere Adriatico" del 16 ........................ DOPO LO SHOW, TUTTI A TAVOLA AL CIRCOLO NAUTICO TRA BRINDISI E RICORDI E PER FINIRE... A CENA FINO ALL'ALBA di Stefano Fabrizi ANCONA - L'alba ha già fatto il suo corso e mentre il sole anticipa una giornata torrida, i fedelissimi di Claudio Baglioni si stropicciano gli occhi e si lanciano in un abbraccio di passione verso il loro idolo. Così mentre l'orologio batte ormai le 5 un nutrito gruppo di ragazze saluta il cantautore mentre si appresta a salire sull'auto. Alcune di loro vengono da Firenze e non ne vogliono sapere di ripartire senza un ultimo saluto, uno sguardo, un sorriso e una stretta di mano. E Claudio non delude la lunga attesa. Una notte particolare, dove la luna ha fatto da cornice al grande spettacolo dell'artista romano. Dopo lo show, lo staff e la produzione sono andati a rifocillarsi al Circolo Nautico dell'amico di sempre Danilo. Circolo che per l'occasione è diventato un mini bunker inaccessibile ai "non addetti". Cena a base di pesce e vino bianco. Passato il primo momento di acclimatizzazione e fatta scivolare via la tensione del concerto, dopo alcune bottiglie aperte e rapidamente finite, l'atmosfera si è fatta più serena e loquace. Mario Luzzato Fegiz ha tenuto banco con uno scioglilingua, mentre "Gio" della Gazzetta ha ricordato un episodio di uno scontro al limite della violenza fisica, dopo uno spettacolo nel '91, con Baglioni. Sabbioni, il capo della security, combatte una battaglia improba contro i dolci della casa. Resiste fino all'alba e poi cede. Pepi Morgia sfoglia il libro di Baglioni e scopre delle foto che lo ritraggono. Un decennio ed oltre fa. E i commenti si sprecano: "ma eri più grasso, ma no, ma stai meglio adesso". Il principe ride, nicchia e gira pagina. E, poi, via con i brindisi: ognuno ne ha da proporre uno e le bottiglie si asciugano rapidamente. Il buonumore prende il posto della stanchezza e le lancette dell'orologio vanno sempre più rapidamente. E' già l'alba quando i commensali, rimasti in uno sparuto gruppetto, lasciano il desco di un assonnatissimo Danilo per raggiungere le camere dell'Hotel Emilia. Non prima di aver salutato le irriducibili fans che, al bordo della strada, hanno atteso con una pazienza invidiabile Claudio. Ora il pensiero è a Bari. Un saluto: "Grazie Ancona. A presto." Fonte: "Corriere Adriatico" del 16 ........................ ALLO STADIO DI ANCONA LA PRIMA TAPPA DEL TOUR DELL'INTERPRETE ROMANO, TRE ORE DI CANZONI. IL 19 LO SPETTACOLO A MILANO BAGLIONI, NELLO SHOW KOLOSSAL UN DUETTO CON BOCELLI NUMERI DA CIRCO E 400 FIGURANTI. «CONCERTO CON DUE ANIME, UNA COLTA E L'ALTRA CIALTRONA» di Mario Luzzatto Fegiz ANCONA - Un'immensa pedana in mezzo al prato circondata da dieci torri illuminanti e di amplificazione, sorgenti luminose e oggetti scenici tutt'intorno fra i quali agiscono in continuazione oltre quattrocento figuranti impegnati nei numeri più vari, dal balletto al mangiafuoco e persino alcune suore sui pattini. E poi ancora un'orchestra sinfonica di 33 elementi oltre ai sei della band e quasi tre ore di grandi canzoni per quello che si può definire il più grande musical formato stadio mai tentato in Italia. Questo propone Claudio Baglioni, che ha debuttato ieri davanti a circa 18 mila spettatori allo Stadio del Conero di Ancona. Ciliegina sulla torta, un intervento del tenore Andrea Bocelli che, accompagnato da Baglioni alla chitarra, ha eseguito una emozionante rilettura di «Tutto l'amore che posso» dall'album «Piccolo grande amore» del 1972. «La suonavo quando facevo il pianobar - ha spiegato Bocelli - e avevo voglia di cantarla con l'autore». E così è stato. Bocelli non è l'unico ospite importante degli show di Baglioni: a Milano, San Siro, il 19 ci sarà Laura Pausini, a Firenze Panariello e a Roma il calciatore Francesco Totti. Lo spettacolo, come ha spiegato lo stesso Baglioni, «ha un'anima colta ed una cialtrona. Quella colta è una voglia di teatro totale, quello che piaceva a Wagner, e unisce alla musica altre discipline, ballo, arte figurativa, arte circense, insomma tutto quello che può aggiungere emozione a emozione. L'altra anima è quella cialtrona, il divertimento puro, stile raduno dei reduci, sul palco e fra il pubblico». Il via alle 21.25 con uno spettacolare giro dello stadio di Baglioni con chitarra a tracolla cantando classici del passato («Signora Lia», «I vecchi», «Viva L'Inghilterra», «Porta portese»). Poi la nuova «Sono io». Baglioni, camicia e pantaloni bianchi, parla ai fans: «Buona sera a tutti, benvenuti a questa festa: 35 anni di musica e 30 anni di concerti... ma abbiamo ancora molta strada da fare. Nei sogni di tutti c'è sempre un nuovo cammino». E attacca «Strada facendo». E' il delirio come per le seguenti «Quanto ti voglio», «Un giorno nuovo», «Dagli il via». L'effetto combinato band, orchestra, coreografia è suggestivo e non di rado trascinante. Torna «Uomini persi», un brano nato negli anni di piombo. Come in tutte le canzoni del vecchio repertorio proposte nello show, stavolta c'è un ritorno al rispetto totale della partitura originale; al massimo una sapiente aggiunta di smalto ritmico e una dilatazione di introduzioni, finali e suite estemporanee. «Ho azzerato tutti gli esperimenti del passato - confessa Baglioni - dopo che una signora, a un concerto, mi avvicinò con fare sinceramente minaccioso dicendo: "Lei non si deve permettere di cambiare questa canzone («Piccolo grande amore») perché non è più sua, è nostra"». Il giro di boa avviene con tre canzoni nuove: «Tutto in un abbraccio», «Mai più come te», «Grand'uomo», accomunate da una pienezza di sentimenti e da un rigore espressivo commoventi. Poi con «Fammi andar via», «E tu», «Adesso la pubblicità» gli elementi di contorno si fanno sempre più forti e presenti avvolgendo Baglioni, orchestra, band e pubblico in un abbraccio. L'escalation culmina in una sorta di festa dance. E' in assoluto lo show più veloce, ricco e meno narcisistico della carriera di Baglioni. La potenza dell'insieme ha finito invece per mettere in ombra una simpatica iniziativa dei fans lanciata su vari siti internet il cui slogan era «regaliamo un colore a Baglioni». Foglietti, magliette e sciarpe arancioni sono state divorate dall'oscurità e dagli effetti speciali in una serata in ogni caso magica, trionfale e tutta italiana. Fonte: "Corriere della Sera" del 15 ........................ ALLO STADIO DEL CONERO IL CONCERTO-EVENTO In ventimila per Claudio nello sport ANCONA - E' partito ieri sera da Ancona il grande tour-evento di Claudio Baglioni che dopo 5 anni riporta l'artista romano nei grandi stadi: otto serate che sono altrettante "prime". Il pubblico delle grandi occasioni ieri sera al Del Conero, le prime stime parlano di 20 mila presenti. Sul palco è salito anche Andrea Bocelli. Lo spettacolo si è aperto con una parte acustica, un medley di vecchi successi. Fonte: "Corriere Adriatico" - del 15 ........................ CLAUDIO BAGLIONI È L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO, LUI CHE DI STORIE NE HA DAVVERO TANTE DA RACCONTARE. di Nicola Morisco Claudio Baglioni è l'uomo della storia accanto, lui che di storie ne ha davvero tante da raccontare. L'ultima arriva dal suo ultimo disco Sono io..., cui è seguito un tour che toccherà solo otto città italiane tra le quali l'8 luglio Bari all'Arena della Vittoria. Da oltre trent'anni Baglioni affascina spiazza il pubblico con le sue canzoni. Ieri, il cantautore romano, era a Bari per assistere ai provini dei tanti ragazzi candidati a partecipare allo spettacolo barese. Solo otto date, otto eventi uno diverso dall'altro, con centinaia di persone sul palco. Allora Baglioni ha realizzato uno spettacolo global? «Si, anche se la parola global mi fa un po' paura. Siamo partiti dall'idea wagneriana dell'orchestra e dell'opera d'arte totale. Lui diceva che si poteva dilatare l'orchestra sinfonica anche ad altri tipi di strumento per poi realizzare un teatro totale unendo il balletto, poesia, arte figurativa e anche arti minori come il circo, mimi e comici. Sono diversi anni che sperimento idee spettacolari soprattutto nei grandi spazi, ritengo che una grande piazza o uno stadio abbiano bisogno di essere riempiti anche con suggestioni per gli occhi. E questo giro di concerti non è un tour, quello verrà in inverno, ma serate uniche, irripetibili, sempre diverse, compresa quella di Bari che si è aggiunta all'ultimo momento per la voglia di tornare in questa splendida città, con l'idea di mettere insieme molte discipline». Chi ci sarà con lei sul palco? «Oltre a me ci saranno i miei sei musicisti fidati, un'orchestra di trentacinque elementi di ottoni e archi, quaranta animatori fissi e poi in ogni città ci sarà l'intervento di altri protagonisti reclutati nella città attraverso scuole di danza, accademie, artisti di strada e circensi e anche di discipline sportive. Anche se magari sembrano lontani all'idea di show, con una contaminazione di costumi e scenografie riusciamo ad ospitarli al meglio. Sono tre ore di festa che abbiamo inaugurato sabato sera ad Ancona e che toccheranno Milano (19), Padova (23), Firenze (27), Roma (1 luglio), Napoli (5), Bari (8) e Catania (12)». E' partito per un altro viaggio. A che punto è il suo percorso artistico e umano? «Mi sembra di aver riaperto una stagione diversa, dopo la pausa dei tre album degli anni Novanta, dischi molto complessi e strutturati rivolti a me stesso, ma anche di ricerca musicale. Questa volta ho scritto in un tempo relativamente breve: in dieci mesi ho scritto e registrato l'album. Il percorso è un po' più semplice, diretto e comunicativo, avevo questo bisogno di comunicare ed arrivare dalla parte del pubblico. Anche i temi delle canzoni parlano diffusamente d'amore, sentimenti, d'amore anche per le idee, la nostalgia, le assenze e per un mondo che possa essere migliore e meglio indirizzato. Il mio viaggio personale non so come sia: a volte è splendido altre faticoso, un po' come tutti gli esseri umani, tra avventura e disavventura. Professionalmente il viaggio continua sempre con soddisfazioni nel mestiere più bello che potesse capitarmi. Ho avuto tanti privilegi e vantaggi, non mi sono mai sentito solo e poi l'idea di potersi raccontare di essere ascoltato da tante persone mi ha molto aiutato». La Puglia è una costante della sua vita fin dall'esordio. Nel '65 al suo primo concorso, in giuria c'era Domenico Modugno. Poi venne alla «Caravella dei Successi», i tanti concerti e infine «Incanto» per il teatro Petruzzelli. Cosa la lega a questa terra? «Geograficamente e storicamente è una terra abituata ad accogliere lo straniero, il forestiero, con una sorta d'abbraccio, anche se qualsiasi incontro all'inizio può essere complesso. E' una tradizione che continua ancora oggi, forse dovuto alla solarità, ma anche a questo essere crocevia di popoli e culture diverse che si sono mescolate e che hanno lasciato un segno importante ed indelebile nella cultura pugliese. E' una terra di misteri. Le mie esperienze qui sono state molto singolari, ad iniziare dall'ultima all'interno del rustico del Petruzzelli. Ho combattuto per fare questo concerto, sentivo che questa terra e questa gente avevano bisogno di colmare questa profonda ferita. Mi è piaciuto fare questo piccolo tentativo che, ovviamente, non è stato decisivo, è stato una performace realizzata con un freddo incredibile insieme all'orchestra sinfonica della Provincia di Bari. Ma è stato bellissimo». Ventisette anni cantava un vecchio successo degli Yardbirds (dai quali sarebbero nati i Led Zeppelin) «For your love». Che ricorda di quel periodo? « Avevo come tutti un gruppo beat, eravamo duri ed accaniti, poi col tempo mi sono fatto catturare dalla melodia e dall'armonia italiana. In questi concerti però, ci sono molti momenti dinamicissimi e rock, quindi un po' di quella roba è rimasta dentro di me». La sofferenza aiuta la creatività? «E' una prova della vita, è una compagna, una strada che abbiamo sotto i piedi e che dobbiamo percorrere. In certi momenti superarla significa essere maturi. Nella musica è un elemento molto suggestivo, comunicativo ed emozionante. Tutte le ferite sono dei passaggi della nostra vita ed è importante aver memoria di tutto quello che accade». Franco Battiato ha realizzato il suo primo film da regista. Lei ha mai pensato di cimentarsi con la macchina da presa? «Ci siamo incontrati mentre Franco era impegnato con le riprese. Mi piacerebbe tanto provarci, invidio i cineasti, però bisogna avere un'intuizione interessante e chissà un giorno potrei anche farlo». In Puglia? «A Castel del Monte. Un luogo misterioso, fantastico e suggestivo: Non lo dimentico più». Fonte: "La Gazzetta di Mezzogiorno" - del 16 ........................ UN GRUPPO DI FAN DA ROMA: "PER LUI SCORDIAMO OGNI FATICA" "CON LE SUE MELODIE IL PIENO DI EMOZIONI" di David Luconi ANCONA - C'è grande attesa sin dalle prime ore del pomeriggio per il concerto-evento. Allo stadio Del Conero è palpabile un'aria di euforia. Siamo appena usciti dalla conferenza stampa tenuta da Baglioni per la presentazione del suo Tour 2003 e in mano abbiamo un fascicolo con le informazioni sullo spettacolo. Incrociamo una fan di Baglioni, Maria Rosaria Toscano, che vista la locandina manifesto si copre il viso e supplica: "Non fatemi vedere la scaletta delle canzoni vi prego mi rovinereste lo spettacolo. del resto sarebbe come se prima di andare al cinema ti dicessero il finale del film. Sono pronta per vedere un grande spettacolo come, del resto, tutti quelli precedenti". Attesa spasmodica dunque tra i tanti arrivati da tutte le Marche e anche da fuori regione come racconta Cristiano Ceccacci: "Siamo un gruppo di amici e arriviamo da Roma. Per Claudio abbiamo girato l'Italia. Per noi rappresenta un punto di riferimento musicale. Lo seguiamo sempre e dovunque, del resto siamo inscritti anche al Clab (Claudio Baglioni Fan Club) di Roma. Penso che andremo anche a diverse delle prossime tappe del Tour". Spettacoli e passione che hanno un costo economico come sottolinea Caterina Domijanni: "Il viaggio in macchina da Roma è costato 50 euro, poi una notte d'albergo a 40 euro e inoltre, abbiamo anche cambiato i biglietti per prendere dei posto numerati e godercelo fino in fondo. Sinceramente, ogni volta che usciamo da un concerto di Claudio. dimentichiamo fatica, spesa e sentiamo una grande emozione. Questa è la vera gioia di partecipare attivamente ad un suo spettacolo. Ti rende partecipe di questo suo. viaggio musicale". E' in spasmodica attesa Luca Paolini: "Arrivo da Civitanova Marche... questo è il secondo concerto che vedo dopo la tappa del 2000 fatta qui al Palarossini di Ancona. In quella occasione provai una grande emozione e per questo mi sono deciso a ritornare. Spero di assistere ad un gran bello spettacolo anche questa volta. ma non ne ho dubbi". Spettatori attenti e "fedeli" quelli del cantante romano, come Manila Camilletti: "Questo è il terzo concerto che vedo dopo quelli di Porto Recanati e quello precedente di Ancona. So che proverò una grande emozione quando lui entrerà. in campo. Mi sento già così emozionata.". Una vera veterana è Dominique Piermanni: "Questo e il mio quarto o quinto concerto. non mi ricordo neanche più. Quella che provo per Baglioni è una passione nata da piccina e che poi si è moltiplicata negli anni. La mia canzone preferita? 'Con tutto l'amore che posso', una canzone che adoro e so che mi emozionerà tantissimo". Le diciamo che Baglioni la farà assieme al cantante Bocelli e lei "lancia" una grande esclamazione: "Speriamo che l'emozione sia anche ampliata". Fonte: "Corriere Adriatico" - del 15 ........................ PARTITO DA ANCONA IL TOUR CHE ARRIVA A PADOVA IL 23: IL CANTANTE PRENDE IN CONTROPIEDE LA SUA STESSA MUSICA LO SMISURATO SHOW DI BAGLIONI TRE ORE DI SPETTACOLO: E CLAUDIO VA OLTRE IL CONCERTO di Paride Sannelli ANCONA. Dopo aver violato con concerti al limite del sacrilegio quel suo mondo sospeso di magliette fine e sabati pomeriggio, Claudio Baglioni affonda i denti nelle carni molli di "Questo piccolo grande amore", mantenendone intatta la melodia, ma trasfigurandone la ritmica in versione dub. Il più lungo lancio in contropiede dello spettacolo portato al debutto sabato sera ad Ancona, tra gli spalti dello Stadio del Conero, sta proprio tra le maglie di quel suo evergreen a cui nemmeno il tempo e gli onori hanno concesso il lusso di rimanere se stesso. E che dire della "Buona fortuna" in versione gospel o della "Avrai" per soli voce, chitarra e violini, che il cantautore romano traversa in punta di piedi su quell'immenso palco longitudinale di 120 metri per 18 in cui si agitanto oltre 500 figuranti reclutati in giro per il paese dal coreografo Luca Tommassini e il regista Pepi Morgia con una serie di casting a cui hanno preso parte oltre 10 mila artisti? Facce e tipi molto differenti da quelli immortalati da Alessandro Dobici tra le pagine di "A tempo di musica", il libro fotografico dei concerti negli stadi del '98 in vendita presso il banco del merchandising. Stavolta a sfrecciare sulle vie dei colori tracciate dall'Uomo della Storia Accanto ci sono suore sui pattini, ballerini dentro sfere trasparenti, mangiatori di spade, ma anche l'orchestra sinfonica di 33 elementi, i figuranti che inondano la scena durante "Uomini persi". Forte delle 180 MILA COPIE VENDUTE FINORA DA "SONO IO, L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO" Claudione, come lo chiama Fabio Fazio, ha sfoderato uno show smisurato, il più ambizioso e incontinente della sua lunga carriera. Tre ore di durata, una trentina di canzoni più una medley voce e chitarra intonata facendo un giro di campo come un gladiatore ("51 Montesacro", "Signora Lia" ed altre), scenografie componibili e scomponibili create appositamente con materiali riciclati dalle scuole d'arte delle città visitate, e poi ancora ballerini, acrobati e chi più ne ha più ne metta, al punto da trasformare la conclusiva "Via" quasi in un grido di liberazione. Ma Baglioni è fatto così, nei dischi come sulla scena vive di addizioni, senza temere l'effetto-Corazzata Potemkin. E così ecco Andera Bocelli materializzarsi sul palco per condividere con lui le suggestioni di "Con tutto l'amore che posso". Giovedì prossimo, a Milano, sarà Laura Pausini l'ospite d'onore, mentre nulla è ancora deciso per la replica di Padova il 23 giugno, anche se circolano i nomi di Panariello, Francesco Totti, Fiorello, Eros Ramazzotti, Claudio Bisio, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti. «Una sera Andrea mi ha raccontato dei suoi esordi al pianobar, quando cantava anche le mie canzoni - spiega Baglioni - Così siamo andati a riprenderci questo pezzo del 1972. Questo nostro incontro anconetano non è stato esattamente un duetto, ma nemmeno un duello, meglio definirlo una compagnia». Ridotte ad un pugno le incursioni tra i solchi dell'ultimo album ("Sono io", "Tutto in un abbraccio", "Mai più come te", "Grand'uomo"), lo spettacolo ha puntato su un ritratto a tutto tondo dell'uomo di "Assolo", spaziando da "Strada facendo" a "Bolero" a "Mille giorni di te e di me" o "La vita è adesso" con la complicità di Paolo Gianolio e Danilo Minotti alle chitarre, Walter Savelli al piano che fu di Danilo Rea, Gianni Boscariol alle tastiere, Paolo Costa al basso e Lele Melotti alla batteria. «C'è una voglia cialtrona ed una colta in tutto questo spettacolo - ammette Claudio - Quella cialtrona sta nell'opportunità di ritrovarci tutti assieme, magari per scoprire nell'organizzazione ragazzi arruolati l'altra volta come semplici soldati ora portano il grado di caporali. Quella colta è invece quella di riprendere l'idea di un certo Riccardo Wagner e utilizzare l'orchestra per fare un teatro totale, trasversale, per offrire al pubblico un'idea globale di spettacolo. Questo non è un tour, ma una serie di eventi perchè gli spazi e gli interventi cambieranno di data in data». Fonti: "Il Mattino di Padova" - "La Nuova Venezia" - "Tribuna di Treviso" del 16 ........................ UNA RICCA ANTOLOGIA DI TRENT'ANNI DI CARRIERA PER IL RE MIDA DELLA MUSICA LEGGERA ITALIANA SUL PALCO CON LUI ARTISTI DI STRADA, PATTINATORI SBANDIERATORI E QUATTROCENTO TRA BALLERINI E FIGURANTI NUMERI DA CIRCO E UN CONCERTO KOLOSSAL HANNO INFIAMMATO IL PUBBLICO LA GRANDE FESTA DI CLAUDIO ANCONA - E' "tutto in abbraccio" lo show di Claudio Baglioni. Colossale prima nazionale decollata dallo Stadio Del Conero di Ancona (su iniziativa del Comune in collaborazione con le società Capitanicoraggiosi ed Anno Zero) e che vedrà altri otto episodi sparsi per l'Italia (tra cui Milano e Roma). Un'arena piena per il "divo" Claudio, elegante "cavaliere bianco e nero". Non un concerto, piuttosto una concertazione di elementi artistici di ispirazione "wagneriana" in cui si intrecciano e coesistono discipline differenti in un unico contesto. Un'alchimia pensata ed ideata dal Re Mida della pop music italiana ed il suo storico regista Pepi Morgia. Un fascio di luce bianca su di lui. I ventimila esplodono. Un ingresso "in sordina" per un divenire progressivo di luci e colori, coreografie e simulazioni nella grande striscia (120 metri di lunghezza per 18 metri di larghezza) che taglia trasversalmente il rettangolo verde. UN LUNGO PALCO, CON ALLE ESTREMITÀ GRANDI TORRI DI METALLO, CHE HA LA VOLONTÀ DI RAPPRESENTARE UN PONTE, UN COLLEGAMENTO NELLA VITA D'ARTISTA DI UNO DEGLI ULTIMI BALUARDI DEL CANTAUTORATO. QUASI TRENTA CANZONI SENZA TIRAR IL FIATO, per un Baglioni impeccabile che fa gli onori di casa ai suoi ospiti. Primo su tutti Andrea Bocelli, un duetto speciale in "Tutto l'amore che posso" arrivato a metà dell'infinita raffica di note. Una festa, aveva anticipato, a cui hanno partecipato baldanzosi, artisti di strada ("Acqua dalla luna"), pattinatori e sbandieratori ("La via dei colori"), "karateki" ("Ninna nanna") per un totale di quattrocento "invitati" tra ballerini dello staff e figuranti reclutati di "piazza in piazza" (per la data di Ancona le selezioni erano avvenute al Barfly). Guest che hanno portato con sé bacchette luminose, parrucche, ombrelli dal lungo strascico e nastri colorati da lasciare in "dono" al bravo Claudio. Mentre sulla scena si intervallano "quadri" disegnati da masse in movimento, coordinate da Luca Tommassini, che si srotolano, si dividono e si uniscono sull'intero parterre utilizzato come un globale spazio scenico. Una ricca antologia di trent'anni di carriera: "La vita è adesso", "Strada facendo", "1000 giorni di te e di me", "Bolero", "Quanto ti voglio", "Via", "E adesso la pubblicità", senza ovviamente dimenticare "Questo piccolo grande amore" ed "E tu". Fino alle inedite "Sono io", "Tutto in un abbraccio" e "Grand'uomo" dall'ultimo album. Icone d'amore in note suddivise in sipari di intenti rock fino a sfiorare sfumature dance. Fonte: "Corriere Adriatico" del 16 ........................ ANCONA - IL CANTAUTORE DOPO 5 ANNI È TORNATO NEGLI STADI, PRIMO OSPITE BOCELLI BAGLIONI VERSIONE KOLOSSAL PER UNA FESTA TRA PASSATO E FUTURO di Paolo Biamonte ANCONA - Con un tuffo nel suo passato più allegro e un giro sotto gli spalti, da solo con la chitarra a cantare insieme con il pubblico 51 Montesacro e Signora Lia, dopo cinque anni Claudio Baglioni è tornato ieri a suonare negli stadi. Ancona è stata la città scelta per la prima di questo kolossal itinerante con un palco lungo 120 metri che è insieme una strada e un ponte, sul quale ci sono 300 performer, un´orchestra di 33 elementi, la band di sei, un corpo di ballo di 34. C´erano 18 mila persone sugli spalti e tanta emozione sul megastage e tra la gente che da trent´anni affida all´artista romano il compito di tradurre in musica le sue emozioni. L´idea di partenza di questo spettacolo fonde insieme un´ispirazione wagneriana e una più comune voglia di festeggiare una rimpatriata tra amici. L´ha spiegato Baglioni, prima del concerto. Wagner vagheggiava l´opera totale che nasceva da un mix di discipline, con comici, la poesia, il ballo e il teatro. Questo è il lato colto dell´ispirazione. C´è poi una voglia più cialtrona che nasce dal desiderio di ritrovarsi che hanno lavorato insieme per tanti anni, una specie di raduno tra tante persone. Questo non è un tour: ogni concerto sarà diverso, anche se ruoterà attorno a un´ossatura fissa». Per dare omogeneità allo spettacolo, alcune delle canzoni sono state cambiate. C´è una prima parte più rock, «tiratissima» come dice Baglioni, poi una di ispirazione dance, lo spazio per le canzoni del nuovo album, quello dell´ospite, una parte più dichiaratamente teatrale in cui giocano un ruolo decisivo i figuranti, quindi una festona corale per il finale. Questo tour è una verifica importante per Baglioni che per la prima volta ha l´occasione di suonare dal vivo i brani del suo nuovo album, Sono io, l´uomo della storia accanto, rappresentato da Sono io, Tutto in un abbraccio, Mai più come te e Grand´uomo, queste tre suonate di seguito. Quello di Claudio Baglioni è una sorta di gigantesco musical di quasi tre ore che ogni volta avrà un ospite diverso: ieri ad Ancona c´era Andrea Bocelli chiamato in un duetto che metteva in risalto gli echi classici di Con tutto l´amore che posso. Il 19 a Milano a San Siro ci sarà Laura Pausini, dopo il 23 a Padova, il 27 a Firenze ci sarà Giorgio Panariello, il primo luglio a Roma, all´Olimpico, ci sarà Francesco Totti. Ancora non sono fissati gli ospiti del 5 luglio a Napoli, dell´8 allo stadio di Bari e del 12 luglio a Catania. In questo spettacolo c´è tutta la storia musicale di Baglioni. C´è anche Questo piccolo grande amore riproposta in versione tranquilla dopo anni di maltrattamenti dal vivo. Fonte: "La Repubblica" del 15 .......................... ANCONA NOSTRO INVIATO UN ... di Giò Alajmo Un grande concerto? Anche. Ma sicuramente tre ore di un concerto grande. Claudio Baglioni continua la sfida con se stesso iniziata ai tempi ormai lontani di "Oltre" e mette in scena quello che lui chiama palco ma che in realtà è una specie di ponte da portaerei che attraversa in diagonale l'intero campo di calcio, circondato da fari mobili e da dieci torri metalliche, come bracci di gru, che sorreggono l'amplificazione sospesa, diretta verso i vari settori delle tribune. I mille performer previsti all'inizio si sono man mano ridotti ad "appena" quattrocento dopo lunghe selezioni, ma il numero varierà a seconda dei posti e delle proposte. Ieri ad Ancona, nello stadio del Conero, c'è stata la prima tappa di questa serie di appuntamenti unici che Claudio si è inventato contemporaneamente all'uscita del nuovo album "Sono io, l'uomo della storia accanto" (130mila copie vendute nei primi 20 giorni di uscita): una specie di grande anteprima del progetto che approderà il 18 a Milano per poi spostarsi il 23 a Padova, il 27 a Firenze, quindi in luglio a Roma (1), Napoli(5), Bari (8), Catania (12). Poche tappe per uno show ambizioso e mastodontico che unisce moltiplicandola l'idea del concerto nello stadio con il palco al centro di "Oltre" con le coreografie teatrali a tutto campo del tour "rosso" di "Io sono qui". Uomo solo al centro dell'attenzione dei fan, Baglioni se ne è portati mezzo migliaio sul palco, coinvolgendoli direttamente nello show e facendoli essi stessi protagonisti. Sono gli artisti della porta accanto, quelli di cui magari ti accorgi poco nella vita normale, ma che danzano, recitano, pattinano, fanno i giocolieri, magari la danza del ventre o i mimi, per poi tornare nella vita normale. Claudio, con la complicità di Pepi Morgia e del coreografo Luca Tommassini, li ha portati con sè per una volta, al centro dell'attenzione, protagonisti di un grande spettacolo. Sul prato verde che si popola pian piano e la portaerei che funge da palco, Baglioni racconta le sue storie musicali, dominando la scena come un sacerdote azteco sulla cima della sua piramide. Il mondo gli ruota intorno mentre da una parte la band elettrica (che vede il ritorno di Walter Savelli al pianoforte a fianco dell'organo Hammond di Giovanni Boscariol) ha come contraltare sul lato opposto 34 elementi d'orchestra chiamati con archi e fiati a completare il panorama sonoro. Se questo porta Baglioni a non avere un vero punto di riferimento e a sembrare sempre un po' isolato da ciò che gli suona attorno, la particolare struttura della situazione musicale risulta originale e di grande impatto, e, sia pure con diverse integrazioni elettroniche, cori virtuali e introduzioni digitalizzate, dà un taglio nuovo anche alle vecchie canzoni, rilette e reinterpretate con grande freschezza e non poche riverniciature. Claudio sceglie di liberarsi in un medley a voce e chitarra girando per lo stadio, di molti suoi classici obbligati, a partire da "Tu come stai". Il resto dello show corre invece con qualche (troppo scarso in verità) rimando al disco nuovo e un percorso trascinante per i brani meglio "interpretabili" e meno scontati del repertorio. Ma se è piacevole il taglio rock di certi brani, da "Sono io" a "Strada facendo", "Quanto ti voglio", "Un giorno nuovo", "Dagli il via" con la chitarra di Paolo Gianolio ben supportata da quella del secondo chitarrista Danilo Minotti, lo spettacolo è dei performer locali che compaiono in massa, incolonnati, numerosissimi, marciando verso il palco con manganelli rossi, maschere trasparenti, tute bianche, come celerini del futuro durante "Uomini persi". Ma dal ponte occupato Claudio al pianoforte a coda, abbandonato sul ponte oltre l'orchestra, rilegge "Avrai", il suo atto di fiducia nel futuro, mentre i 400 si siedono ovunque e accendono - come tutto lo stadio - le loro lucine. Le invenzioni teatrali sono tante: le 12 donne velate vestite da cinghie di cuoio che danzano trasformando i veli in ombrelli per "Domani mai", le grandi palle che diventano oggetti di danza e di gioco da parte di altri performer sotto la luna piena, e dopo "Stai su" il ponte invaso da ballerine in bikini e palloni trasparenti per "Quante volte" e ancora i performer che circondano il palco battendo rosse mazze da tamburo nell'aria peri suoni di tam tam di "Cuore di aliante". Claudio canta a cappella "Buona fortuna" mentre il prato si riempie di gente in movimento con i 400 che seguono "Tutto in un abbraccio" girando tutt'attorno cercando l'abbraccio virtuale della folla. Del nuovo disco Claudio privilegia i brani più melodici e romantici come "Mai più come te", poi si destreggia fra band e orchestra per una "Grand'uomo" dai diversi volti. Fra le sorprese Claudio ne riserva una particolare, l'apparizione di Andrea Bocelli, con cui duetta per la vecchia "Con tutto l'amore che posso". A Milano potrebbe esserci Laura Pausini, mentre sono ancora da definire eventuali altre presenze in altre tappe. Poi è "Fammi andar via" che ridisegna le coreografie del tour rosso in maniera meno drammatica. Claudio si dirige verso il gruppo di danzatori con elmetti e protezioni. Ma non sono questurini in assetto di guerra, le protezioni diventano fasce, che si sciolgono pian piano, che lo circondano e trascinano al centro del palco mentre altri danzatori in abito da sera arrivano dai due lati e danzano a coppie, e le fasce diventano elementi coreografici che si tendono e tendono e avvolgono i corpi. A parte l'effetto "Dr. Gibaud", l'insieme è molto efficace. Cambia anche il gioco delle "Vie dei colori" con sbandieratori in tute e bandiere bianco latte, con due spadaccini, uno bianco e uno nero, che si incrociano come cavalieri e pattinatori a rotelle che irrompono sulla scena, gialli, blu, rossi. È l'inizio dell'apoteosi con ballerine nude in costumi a bolle di plastica trasparenti, danzatori, giocolieri e mangiafuoco, un gran circo che adorna il grande mago di "Acqua dalla luna". Il gioco continua con "Bolero" e i perfomer che distendono strisce di tessuto colorato sul prato, e a una versione acustica di "E tu" segue il grande circo di "E adesso la pubblicità", con odalische, ragazze pugili, clown e perfino suore pattinatrici a denunciare il calderone della tv commerciale. È il momento delle canzoni per pensare, la "Ninna Nanna" contro la guerra, con il palco invaso da tristi pierrot e giocolieri che ruotano palle di fuoco, e "Noi no" con danzatrici e pierrot che si stringono attorno a Claudio. "Mille giorni di te e di me" diventa poi una sorta di sabba, mentre un arrangiamento "ambiente" nasconde una versione delicata di "Questo piccolo grande amore" che riporta al tema collettivo "Io sono qui", "La vita è adesso" e una folla in scena che agita ventagli a specchio. "Dimmi se tutto questo ha un senso" si chiede lui stesso tra i versi de "La vita è adesso" guardando la moltitudine che lo circonda e che corre tutt'attorno per "Via". Ma il gran varietà che Baglioni si è fatto costruire addosso ha il senso della sfida all'ignoto, del non sapere in fondo a ogni data, cosa succederà davvero. Il "viaggiatore" va "oltre", curioso. La tournée di Baglioni è anche legata a una campagna sulla sicurezza stradale con una mostra itinerante dal titolo "La vita è adesso, non perderla per strada", mentre negli stadi dove si svolgeranno gli spettacoli sarà disponibile in anteprima il nuovo libro "A tempo di musica", curato da Guido Tognetti e Alessandro Dobici, che raccoglie immagini e racconti di cinque anni di concerti di Claudio, dal '98 a oggi. Fonte: "Il Gazzettino" del 15 ........................ RE CLAUDIO SEGNA IN CONTROPIEDE BAGLIONI HA DATO IL VIA DA ANCONA AL TOUR CHE IL 12 LUGLIO SARÀ ALLO STADIO DI CATANIA TRA VECCHI BRANI E NUOVI ARRANGIAMENTI di Andrea Spinelli Ancona. Dopo aver violato con concerti al limite del sacrilegio quel suo mondo sospeso di magliette fine e sabati pomeriggio, Claudio Baglioni affonda i denti nelle carni molli di «Questo piccolo grande amore», mantenendone intatta la melodia, ma trasfigurandone la ritmica in versione dub. Il più lungo lancio in contropiede dello spettacolo portato al debutto ieri sera ad Ancona, tra gli spalti dello Stadio del Conero, davanti a 12 mila spettatori, sta proprio tra le maglie di quel suo «evergreen» a cui nemmeno il tempo e gli onori hanno concesso il lusso di rimanere se stesso. Gospel e «unplugged» E che dire della «Buona fortuna» in versione gospel o della «Avrai» per soli voce, chitarra e violini, che il cantautore romano traversa in punta di piedi su quell'immenso palco longitudinale di 120 metri per 18 in cui si agitanto oltre 500 figuranti reclutati in giro per il paese dal coreografo Luca Tommassini e il regista Pepi Morgia con una serie di casting a cui hanno preso parte oltre 10 mila artisti. Facce e tipi molto differenti da quelli immortalati da Alessandro Dobici tra le pagine di «A tempo di musica», il libro fotografico dei concerti negli stadi del '98 in vendita presso il banco del merchandising. Suore, ballerini e «Uomini persi» Stavolta a sfrecciare sulle vie dei colori tracciate dall'Uomo della Storia Accanto ci sono suore sui pattini, ballerini dentro sfere trasparenti, mangiatori di spade, ma anche l'orchestra sinfonica di 33 elementi, i figuranti che inondano la scena durante «Uomini persi». FORTE DELLE 180 MILA COPIE VENDUTE FINORA DA «SONO IO, L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO» Clauddione, come lo chiama Fabio Fazio, ha sfoderato uno show smisurato, il più ambizioso e incontinente della sua lunga carriera. Tre ore di durata, una trentina di canzoni più un medley voce e chitarra intonando facendo un giro di campo come un gladiatore («51 Montesacro», «Signora Lia» ed altre), scenografie componibili e scomponibili create appositamente con materiali riciclati dalle scuole d'arte delle città visitate, e poi ancora ballerini, acrobati e chi più ne ha più ne metta, al punto da trasformare la conclusiva «Via» quasi in un grido di liberazione. E sul palco c'è anche Bocelli Ma Baglioni è fatto così, nei dischi come sulla scena vive di addizioni, senza temere l'effetto-Corazzata Potemkin. E così ecco Andrea Bocelli materializzarsi sul palco per condividere con lui le suggestioni di «Con tutto l'amore che posso». Giovedì prossimo, a Milano, sarà Laura Pausini a vestire i panni dell'ospite d'onore, mentre nulla è ancora deciso per le repliche di Padova il 23 giugno, Firenze il 27, Roma il primo luglio, Napoli il 5, Bari l'8 e Catania il 12 anche se circolano i nomi di Panariello, Francesco Totti, Fiorello, Eros Ramazzotti, Claudio Bisio, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti. «Una sera Andrea mi ha raccontato dei suoi esordi al pianobar, quando cantava anche le mie canzoni» spiega Baglioni. «Così siamo andati a riprenderci questo pezzo del 1972. Questo nostro incontro anconetano non è stato esattamente un duetto, ma nemmeno un duello, meglio definirlo una compagnia». Briciole dal nuovo album Ridotte ad un pugno le incursioni tra i solchi dell'ultimo album («Sono io», «Tutto in un abbraccio», «Mai più come te», «Grand'uomo»), lo spettacolo ha puntato su un ritratto a tutto tondo dell'uomo di «Assolo», spaziando da «Strada facendo» a «Cuore di aliante», da «Bolero» a «Mille giorni di te e di me» e «La vita è adesso» con la complicità di Paolo Gianolio e Danilo Minotti alle chitarre, Walter Savelli al piano che fu di Danilo Rea, Gianni Boscariol alle tastiere, Paolo Costa al basso e Lele Melotti alla batteria. Un po' cialtrone un po' colto «C'è una voglia cialtrona ed una colta in tutto questo spettacolo» ammette Claudio. «Quella cialtrona sta nell'opportunità di ritrovarci tutti assieme, magari per scoprire nell'organizzazione ragazzi arruolati l'altra volta come semplici soldati ora portano il grado di caporali. Quella colta è invece quella di riprendere l'idea di un certo Riccardo Wagner e utilizzare l'orchestra per fare un teatro totale, trasversale, per offrire al pubblico un'idea globale di spettacolo. Questo non è un tour, ma una serie di eventi perchè gli spazi e gli interventi cambieranno di data in data». Fonte: "La Sicilia" on line del 15 ........................ «ABBIAMO PREPARATO IL PROVINO IN SOLE VENTIQUATTR'ORE - CONFIDA SIMONA ........ di Lucio Palazzo «Abbiamo preparato il provino in sole ventiquattr'ore - confida Simona Accettura istruttrice di Arte Danza Rossana di Bari - abbiamo saputo ieri di questo provino ed oggi siamo qui al gran completo». Le ballerine sono le prime ad arrivare ed occupano gran parte dell'ampio corridoio del piano interrato dello Sheraton. «Ho letto sulla Gazzetta che Baglioni cercava figuranti - racconta Lucrezia Catarchi, anche lei insegnante di danza - siamo in 37 e mettiamo insieme tre scuole per questa occasione: Scarpette Rosa di Bari, Dimensione Danza di Capurso e Arte Danza di Bisceglie. Abbiamo preparato tre pezzi di modern jazz». Poi il cuore della «severa» istruttrice cede e lei ammette il suo amore. «Ho visto Baglioni per la prima a metà Anni Ottanta a Monopoli e da allora muoio per lui». Donatella Di Modugno, 21 anni di Bisceglie, è fra le dancers più belle di tutto il casting: è della squadra che fa capo ad Arte Danza. «Ballo da quando avevo 15 anni ed il mio sogno è diventare insegnante: spero di andare a studiare all'Accademia di Roma». Febbre da provino? «Assolutamente no. Non vivo per il successo ma amo ballare e basta: la prendo come una buona occasione e niente più». Le ragazze che aspettano di esibirsi davanti a Claudio sono profondamente diverse dalle nervose e incerte aspiranti veline o prezzemoline varie. Non si respira voglia di presenzialismo ma una certa bramosia di esibire professionalità: e basta. Eleonora Brigida, 18 anni, e Tiziana Garofano, baresi, sono due schermitrici pronte ad impugnare il fioretto davanti a Claudio. «Non abbiamo ancora capito cosa faremo - confidano - abbiamo saputo di questo casting all'ultimo momento e sinceramente non abbiamo idea di cosa andremo a fare. Se avremo l'occasione di salire sul palco insieme a Baglioni bene, altrimenti non ne faremo un dramma. Ma l'idea, inutile dirlo, ci alletta molto». Francesco Di Cosimo di Barletta è aiuto istruttore del gruppo Federico II di Taekwondo: «Siamo stati contattati anche noi solo nei giorni scorsi e ci è sembrato subito bello partecipare». Questi giustizieri in kimono bianco sono una delle cose più belle del pomeriggio: continuano imperterriti ad esibirsi in schieramento d'attacco anche quando Baglioni passa dalle loro parti. Le arti marziali non riconoscono miti diversi: duri e puri fino alla fine. «Eseguiremo dei combattimenti spettacolari, al rallenty» ci anticipa l'istruttore Ruggero La Notte. «Sono un esperto in relazioni sindacali», non abbiamo capito molto bene quale sia il mestiere ufficiale di Pippo-One-Man-Band ma lui è di una simpatia disarmante. «Ho suonato con gli Avion Travel come secondo trombone - aggiunge - se volete è tutto sul mio sito». Ma noi ci fidiamo. Scambia quattro chiacchiere con Tata Stornaiolo, presente alla conferenza stampa come semplice fan. Abbiamo una sensazione: volete vedere che Pippo finirà a breve ospite di Tante belle cose su Antenna Sud? Giovanna Turchiarelli, 20 anni, studentessa in Economia e Commercio e Francesco Piscopia (18), diplomando geometra, arrivano da Foggia e sono dei pattinatori. «Abbiamo saputo di questi provini dal presidente regionale della Federazione Italiana Pattinaggio. Baglioni lo ascolto con piacere, ma preferisco Eros Ramazzotti ed Alex Britti», dice lei. E se non fosse scelta, seguirebbe lo stesso il concerto comprando il biglietto? «Non credo. E' Claudio Baglioni... mica Robin Williams!» Viva la sincerità. Una ragazza che si batte a colpi di Taekwondo fa sempre un certo effetto. Emilia Stella ha 31 anni ed arriva da Barletta. «Sembra strano vedere una ragazza che combatte? E semplicemente un'alternativa alla solita palestra. Adoro Baglioni; mi piace proprio fisicamente; alla sua età è molto meglio di altri che sono molto più giovani (e ci guarda fissi negli occhi...)». Ma a Baglioni cose gli farebbe? «Se lo avessi qui gli direi che è proprio un bell'uomo». Esaudita. Mentre Emilia parla Claudio arriva e la sfiora: lei schizza e si precipita. «Gli ho detto che mi piace». E se il provino andasse male? «Non importa, verrò al concerto lo stesso. Lui è lui!». Fonte: "La Gazzetta di Mezzogiorno" - del 16 ........................ SHOW INDIMENTICABILE CON BOCELLI SUPER OSPITE BAGLIONI, IL SOGNO DIVENTA MUSICA di E.B ANCONA - E' dinamico il "ponte" di Claudio Baglioni. Un ponte-palco che tiene stretti trent'anni di carriera. Che osserva e si fa osservare dai quasi ventimila spettatori" che hanno affollato lo stadio Del Conero nella sua "prima" nazionale. E' l'idea sempre viva di libertà. Di esprimere con fermento e semplicità le proprie ispirazioni musicali. Le chiama intuizioni. Le trentennali intuizioni "baglioniane" che hanno accompagnato ben tre generazioni d'amore. Stupire e divertire: le chiavi di lettura del mastodontico appuntamento d'impulso "wagneriano". Un fascio di luce su di lui. Chitarra e voce per iniziare. Un contatto veloce prima di impossessarsi della scena. Una "lingua" di acciaio in mezzo al rettangolo verde, che ha l'intenzione di rappresentare un ponteggio, un collegamento nel percorso di vita d'artista tra concetti e note. E' ricco di perle d'autore. Trenta canzoni per tre ore di musica. Sipari che convergono in un primo momento ispirato al rock ("Sono io", "Strada facendo", "Quanto ti voglio") per poi arrivare, ammette Baglioni, a sfumature dance. E poi "Con tutto l'amore che posso", in duetto con Andrea Bocelli (un ospite che a Milano passerà la staffetta a Laura Pausini e a Firenze a Giorgio Panariello). Lo spettacolo, firmato dallo stesso cantante capitolino e dal regista Pepi Morgia, è colorato, ampolloso, ovviamente ridondante per arrivare alle masse, ma elegante. Come nello stile del più classico Baglioni. Quello di "Questo piccolo grande amore" che regala solo nel finale anticipato da "Mille Giorni di te e di me", "Noi no", "Cuore d'aliante", "Buona fortuna", "Avrai". Ci sono proprio tutte nei quadri disegnati dai corpi in movimento dei trecento (tra ballerini e figuranti locali selezionati qualche tempo fa al Barfly di Ancona) che si avvicendano tra nastri colorati, bacchette luminose, ombrelli trasparenti con lo strascico. Si seguono, si agitano. Si distribuiscono su un parterre che riveste completamente lo spazio scenico formando una grande ics. E Claudio è lì. Circondato da una "corte dei miracoli" di masse danzanti coordinate da Luca Tommassini. Flotte di performers che si trasformeranno dopo pochi minuti in funambolici "robot", pattinatori, "tengheri" e sbandieratori. Inevitabile il flash back del 1998: allora furono due le date negli stadi "kolossal" d'Italia (San Siro e Olimpico) che fecero strabuzzare gli occhi. Sul palco a raccolta i trentatré orchestrali ed i musicisti di sempre Paolo Gianolio alla chitarra, Walter Savelli al piano, Giovanni Boscariol alla tastiera, Danilo Minotti alla chitarra, Paolo Costa al basso e Lele Melotti alla batteria. Incredibile plenilunio d'estate. Incredibile "notte di note". Fonte: "Corriere Adriatico" - del 15 ........................ LA PRESENTAZIONE DEL TOUR 2003 CON IL CANTANTE E GLI ORGANIZZATORI PEPI MORGIA E LUCA TOMMASSINI "UN MEDLEY DI SUCCESSI, QUASI UNA BIOGRAFIA CANTATA" di D.L ANCONA - Prende il via attorno alle 19, presso i locali del Del Conero, la presentazione del Tour 2003 di Claudio Baglioni. In sala stampa si presentano assieme al cantante romano i realizzatori dello spettacolo Pepi Morgia e Luca Tommassini. Baglioni appare rilassato: "Inizieremo con una sorta di camminata sotto gli spalti dello stadio. L'attacco sarà una sorta di biografia cantata che farà da introduzione. solo voce e chitarra", un medley di vecchi successi, "quasi una biografia cantata". "E' un tour - ha detto - che nasce da una voglia colta e da una voglia "cialtrona". La prima ci porta a riprendere il concetto wagneriano di teatro totale. La seconda viene semplicemente dalla gioia di ritrovarci, musicisti e tecnici che hanno fatto parecchia strada, qualcosa come un raduno di persone che hanno lavorato insieme". Sul palco anche un'orchestra di 33 elementi e una band di 6 artisti, che collaborano con Baglioni da una vita: Paolo Gianolio (chitarra), Walter Savelli (piano), Giovanni Boscariol (tastiera), Danilo Minotti (chitarra), Paolo Costa (basso), Lele Melotti (batteria). Dallo spettacolo di Ancona si arriva a parlare delle 8 tappe in giro per l'Italia. Compagno di viaggio della serata, come lo definisce amichevolmente Baglioni, è stato Andrea Bocelli e il cantautore parla di come è nata questa idea: "Abbiamo fatto una prova molte veloce e assieme canteremo 'Tutto l'amore che posso'. speriamo di far bene". Fonte: "Corriere Adriatico" - del 15 ........................ DINNER SET IN GIRO PER IL MONDO di L.Pal Questo è il termine preciso ma se dite cena con world music non vi spara nessuno. È una delle sane tendenze che il Divinae ripropone; il venerdì in preserata si cena a buffet fra le piscine con i dj che selezionano pezzi d'autore dalla lounge ai classici del soul e r&b. Potrebbe capitarvi di beccare dj come Claude Challe o simili. (.) ANIMAZIONE IN PASSERELLA E chi se le ricorda più le animatrici in perizoma e pelle oleosa; oggi sono sinonimo di locale trash. Il Divinae targato estate 2003 lancia il gruppo di animatori su una passerella che taglia il palco, tipo concerto di Baglioni. Costumi curati nei particolari, trucchi, ballerini acrobati e sorprese come in uno spettacolo teatrale sulla pista. Molto meglio così. (.) Fonte: "La Gazzetta di Mezzogiorno" - del 16 ........................ IL DIVO CLAUDIO DUETTA CON BOCELLI di Andrea Spinelli Ancona. Claudio Baglioni sorprende ancora. Sotto gli spalti come al centro di quella «portaerei» sulla quale torna a raccontarsi negli stadi. È una specie di autostrada, o forse di ponte tra presente e passato, su cui lo spettacolo al debutto ieri sera nello Stadio del Conero di Ancona davanti a circa 15 mila spettatori gioca tra gigantismo e sentimento. Basti pensare a una «Buona fortuna», diventata un gospel o ad «Avrai», ridotta a soli voce, chitarra e violini. Il cantautore romano attraversa in punta di piedi l'immenmso palco longitudinale di 120 metri per 18 in cui si agitanto oltre 500 figuranti reclutati in giro per il paese dal coreografo Luca Tommassini e da regista Pepi Morgia, con una serie di casting cui hanno preso parte oltre 10 mila artisti. A sfrecciare sulle vie dei colori tracciate dall'Uomo della Storia Accanto ci sono suore sui pattini, ballerini dentro sfere trasparenti, mangiatori di spade, ma anche un'orchestra sinfonica di 33 elementi, i figuranti che inondano la scena durante «Uomini persi». FORTE DELLE 180 MILA COPIE VENDUTE FINORA DA «SONO IO, L'UOMO DELLA STORIA ACCANTO» Claudione, come lo chiama Fabio Fazio, ha sfoderato uno show smisurato, il più ambizioso e incontinente della sua lunga carriera. Tre ore, una trentina di canzoni più una medley voce e chitarra, intonata facendo un giro di campo come un gladiatore («51 Montesacro», «Signora Lia» e altre), scenografie componibili create con materiali riciclati dalle scuole d'arte delle città visitate e poi, ancora, ballerini, acrobati e chi più ne ha più ne metta. Al punto che la conclusiva «Via» diventa quasi un grido di liberazione. Ma Baglioni è fatto così, nei dischi come sulla scena vive di addizioni, senza temere l'effetto-corazzata Potemkin. E così ecco Andrea Bocelli materializzarsi sul palco per condividere con lui le suggestioni di «Con tutto l'amore che posso». Giovedì prossimo, a Milano, sarà Laura Pausini a vestire i panni dell'ospite d'onore, mentre nulla è ancora deciso per le repliche di Padova il 23 giugno, Firenze il 27, Roma il primo luglio, Napoli il 5, Bari l'8 e Catania il 12, anche se circolano i nomi di Panariello, Francesco Totti, Fiorello, Eros Ramazzotti, Claudio Bisio, Gianni Morandi, Eros Ramazzotti. «Una sera Andrea mi ha raccontato dei suoi esordi al pianobar, quando cantava anche le mie canzoni» ha spiegato Baglioni. «Così siamo andati a riprenderci questo pezzo del 1972. Questo nostro incontro anconetano non è stato esattamente un duetto, ma nemmeno un duello, meglio definirlo una compagnia». Ridotte a un pugno le incursioni tra i solchi dell'ultimo album («Sono io», «Tutto in un abbraccio», «Mai più come te», «Grand'uomo»), lo spettacolo ha puntato su un ritratto a tutto tondo dell'uomo di «Assolo», spaziando da «Strada facendo» a «Cuore di aliante», da «Bolero» a «Mille giorni di te e di me» o «La vita è adesso», con la complicità di Paolo Gianolio e Danilo Minotti alle chitarre, Walter Savelli al piano che fu di Danilo Rea, Gianni Boscariol alle tastiere, Paolo Costa al basso e Lele Melotti alla batteria. «Ci sono una voglia cialtrona e una colta in tutto questo spettacolo» ha ammesso Claudio. «Quella cialtrona sta nell'opportunità di ritrovarci tutti assieme, magari per scoprire nell'organizzazione ragazzi arruolati l'altra volta come semplici soldati e ora con il grado di caporali. Quella colta è invece la voglia di riprendere l'idea di un certo Richard Wagner e utilizzare l'orchestra per fare un teatro totale, trasversale, per offrire al pubblico un'idea globale di spettacolo. Questo non è un tour, ma una serie di eventi perché gli spazi e gli interventi cambieranno di data in data». Fonte: "Il Mattino" del 15 ........................ PIAZZE GREMITE A PIOVE PER LE DUE INIZIATIVE SPETTACOLO E SPORT A FAVORE DEGLI ANZIANI di Elena Livieri PIOVE DI SACCO. Ha avuto un enorme successo di partecipazione la serata ispirata allo spettacolo e al divertimento, ma anche alla solidarietà. Al centro dell'iniziativa è il progetto Senior Park, un giardino nell'area esterna alla Casa di riposo di via Botta di circa 3500 metri. Il progetto vuole realizzare un luogo sicuro e adatto alle esigenze degli anziani, soprattutto per quelli affetti dal morbo di Alzheimer. Un giardino terapeutico e un luogo per trascorrere del tempo all'aria aperta. Il progetto del giardino prevede un percorso sinuoso, anulare e senza costrizioni architettoniche, corredato da corrimano e piazzole di sosta, inserito tra grandi alberature, aiuole floreali, orti e una zona faunistica per animali domestici. Le manifestazioni si sono tenute in due punti della città: in piazza Vittorio Emanuele II si è svolta la seconda edizione della «Sfilata sotto la Torre»: ben 12 esercenti del centro hanno prestato abbigliamenti, accessori e acconciature per una passerella colorata e piena di fantasia. Il ballerino di fama internazionale Gianluca Frezzato, reduce dalle fatiche televisive del programma di RaiUno «Sognando Las Vegas», ha riproposto con il gruppo di funky del «Crazy Body» il balletto che ha vinto il festival del Funky di Jesolo. Sul palco si è distinta anche l'insegnante Irene Freo, reduce dal successo nell'audizione per fare parte del corpo di ballo nel prossimo concerto di Claudio Baglioni a Padova. Sul piazzale di «Piazzagrande» a mezzanotte in punto si è festeggiato il record di corsa su Running, moderni tapis roulant: tre atleti hanno sfidato il caldo e l'afa per una gara di solidarietà durata ben 12 ore. Si sono poi esibiti gli atleti dell'Ask Kararte di Sant'Angelo e gli atleti della Boxe Piovese del maestro Freo. Fonte: "Il Mattino di Padova" del 16 ........................ LA PASSIONE E LA FEDE, UNA SFIDA PER L'UOMO GLOBALIZZATO del terzo millennio 30 mila persone percorrono a piedi 40 chilometri per raggiungere il Santuario della Santa Casa in Loreto. Siamo andati a vedere le ragioni di questo dono dalle origini alle novità del 25° anno. Cosa hanno affidato alla Madonna il presidente della Cei Cardinal Ruini ed un inedito Rocco Bottiglione di Laura Ripani Per lo stupore e la meraviglia. Superati i 2 mila anni dalla nascita di Cristo, egli riesce ancora ad attrarre oltre 30 mila persone, che sfidano un caldo bestiale e giungono felici di avercela fatta a percorrere a piedi 40 chilometri. E sono pronte a ricominciare. Ecco perché un direttore di giornale, anche laico per carità, deve dare la prima pagina ad un evento come il pellegrinaggio a piedi dalla città di Macerata al Santuario della Madonna in Loreto. E sguinzagliare addirittura le sue penne migliori. Per capire, insomma, spiegare un evento straordinario che affonda le sue radici nella tradizione locale medioevale. E riuscire a comunicare ai suoi lettori come si possa essere davvero felici vivendo così. Infiammati dalle parole del Presidente della Cei, cardinale Camillo Ruini con l'esempio del ministro Rocco Buttiglione e le testimonianze di personalità e numerose persone anche non credenti (la vedova di Carlo Urbani il medico morto di Sars, il messaggio di Cusani), i cristiani hanno voluto dimostrare d'essere vincenti. Anzi i vincenti. Perchè sono liberi dalle sirene che riducono l'uomo a strumento. E amico dell'altro. Un'affermazione che si deve fare senza preconcetti. Chi è in grado di affrontare questa fatica fisica, può riuscire a testa alta in tutte le occasioni che la sua umanità gli pone dinanzi. Con la stessa grinta e determinazione. E con in più la certezza che lo fa per il motivo giusto, il retto ideale. Ciò che affascina è vedere come, proprio oggi, nella società globalizzata, ci siano uomini e donne capaci di questo coraggio oso dire scandaloso, di sentirsi privilegiati dall'Amore e per esso creare opere concrete. Essi vivono nel mondo ed hanno anche elevate responsabilità. Capacità d'indirizzo, guardano la tv e leggono i giornali. Oltre, usano Internet. Come agli altri il Mercato indica come realizzazione varie forme di divertimento, magari di filantropia fino all'impegno ideologico. Ed invece, questi, li senti che non sono del mondo. Perché hanno fatto a priori un'opzione ontologica, esistenziale e voluta. Autorevole ed indipendente perché mai imposta e fondata invece sulla roccia d'una libertà che li rende protagonisti della loro vita. Con gli strumenti della veglia, del canto, del silenzio quegli uomini e donne che passavano lungo il serpentone lungo un'ora e mezza cronometrata, non si sentivano passare "sui fogli del mondo come scarabocchi". erano sì come i loro coetanei che hanno assistito alla stessa ora, venti chilometri più a nord, in ancona, AL CONCERTO DEL MITO DELLA MUSICA ITALIANA, CLAUDIO BAGLIONI. E si sono invece scoperti e provocati da una Bellezza. E che si è materializzata in uno sguardo che era rivolto soltanto ad ognuno di loro. Un tu che rende re e regine, un'attenzione, una cura speciali. I leader del pellegrinaggio hanno lo stesso carisma del cantante. Soltanto che trasmettono un senso di efficienza che accoglie tutti. Svolgono professioni impegnative e inoltre lavorano 11 mesi e mezzo l'anno per realizzare un evento che ha qualcosa di superiore perchè provoca l'intelligenza e l'affezione. Un entusiasmo per trasmettere la Storia infinita, quella che ha la pretesa di sconfiggere addirittura l'ultimo ostacolo, la morte. E per questo vale la pena vivere fino in fondo. Ecco cosa li muove. Per affrontare una notte al buio in preghiera, con i piedi dolenti, la voce ed ogni energia esaurita, si deve avere chiaro che la luce verrà, un disegno esiste ed avrà un finale eccellente. Così anche la vecchietta di 90 anni che fa un voto e cammina scalza, si ritrova in questa intenzione. Insieme alla ragazza che aderì al primo evento. Ed oggi si ritrova donna e dirigente. Storie d'ordinario pellegrinaggio. Ognuna delle quali merita un approfondimento, uno spazio tutto per sé. Fa scena invece il ministro viene a guidare il serpentone. Altro che passerella! Cammina, gambe in spalla fino all'ultimo metro. E, quando arriva, dichiara: "questo gesto dimostra che le cose vere sopravvivono". Va a dargli torto. Alla Madonna ha affidato "la costituzione europea, il lavoro in Italia, la nipotina appena nata, Maria Sofia ed il nipotino che verrà". Speriamo ci metta Lei la mano santa. Su chi governa. E piace constatare che ha un'anima. La stessa dei cristiani convinti e convincenti che danno questo esempio da 25 anni. Spendendosi fino all'ultima briciola di passione. Gente che è stata strappata con tutti i suoi difetti al nulla. Ed ora risplende. Sente e si sente viva, riscattata, pronta a ricostruire la sua vita, migliorarla, per farlo a loro volta con altri. Le battaglie che combattono tutti i giorni sono per incarnare principi come la famiglia, la pace, l'unità e la santità che diventano attualissimi. E l'esperienza segna. Quando vanno a casa tutto cambia. L'importante è superare il primo impatto. E credere di poter giungere alla fine. Poi si ritorna, e ancora ed ancora. E con l'età diventa momento di sfida, per provare a se stessi che ce la si può fare. Ad andare avanti su quella strada, parabola della vita. Ecco cos'hanno questi uomini e queste donne che dà loro la forza, la grazia e la gloria di sfuggire ad ogni compromesso. Una tensione alla santità che gli è donata come concreta, gli è ricordata dal Cardinale fino alla contemplazione di Cristo che lì, proprio dentro quelle quattro mura, si fece carne. "A tutti i battezzati, come per Maria, spetta soltanto dire "sì"". Quell'uomo terrorizzò il mondo apportando una logica rivoluzionaria, quella di pagare in prima persona, perchè poteva. Ecco allora che è facile riconoscere chi è suo. E incarna nel concreto, di fronte alle cose di tutti i giorni tale ideale. Magari ha da dire una parola su tutto. A cominciare dalla politica che oggi è il luogo di una battaglia epocale. Così Ruini tuona "L'Europa riconosca in Cristo il suo fondamento". Chiaro che si parla della questione della Costituzione sovrannazionale e che ha escluso dal suo preambolo il riferimento alle radici cristiano giudaiche. Ed ha autorità per affermarlo perché tutto ciò che coinvolge l'uomo e la sua umanità laddove egli vive ed opera, attiene l'aspetto religioso. Ecco quindi che, consacrato a Maria, questo gesto organizzato da Comunione e Liberazione, ed aperto a tutte le realtà ecclesiali mondiali, si caratterizza anche per l'aspetto sociale. Con l'affidamento alla Madonna della pace mondiale. Faticosamente conquistata. E gli iniziali 300 giovani studenti decisi a ringraziare per l'anno scolastico appena trascorso "perché era finito" ironizza il cardinale, si trovano dopo 25 anni centuplicati. Emerge la medesima, perfetta, intenzione. La stessa organizzazione di allora. Tutto si è svolto con ordine e soprattutto con un senso d'estrema tranquillità. Perchè ognuno sa cosa deve fare. Nulla è stato lasciato al caso e si respirava un'aria d'amicizia. Quella vera che è insieme sostegno e spinta a dare ognuno il meglio di sé. A cominciare dall'ideatore, oggi vescovo di Fabriano, Sassoferrato e Matelica, Giancarlo Vecerrica. Ancora una volta egli era alla testa del corteo, nonostante la fresca nomina. Con lui il cardinal Pengo dalla Tanzania che non ha voluto mancare, il nunzio apostolico di Bagdad, bloccato all'ultimo minuto. Per non parlare del Papa, pellegrino della quindicesima edizione, che ha benedetto la fiaccola, arrivata da Roma attraverso le vie del Centro Italia che ha dato idealmente il via all'incontro. E, visto che tutto ha un senso, la sua salita al soglio pontificio coincide con la nascita di quest'esperienza. Ed ancora un segno. Tre le generazioni di prelati che si sono ritrovati a concelebrare allo stadio Helvia Recina ed affidare a tutti il messaggio finale "siate difensori e promotori della famiglia" sul sagrato della Santa Casa. Parole che suonano antiche eppure rivolte soprattutto ai giovani, tantissimi, che sono soliti partecipare numerosi. Specialmente a loro ed ed alle tante autorità che personlmente o con interventi si sono rese vive è affidata questa rinascita dei valori. In una società che cambia gli strumenti tecnici e diventa mondiale. Eppure ha il medesimo cuore, quello che vuole la felicità. Erano le 20 del 14 giugno quando il clima torrido è divenuto rovente dal desiderio di vivere la vita intensamente così, con l'obiettivo di realizzare questi rivoluzionari principi. Ed è arrivato il tedoforo. Undici ore dopo, nello stesso fuoco, sono stati bruciati migliaia di bigliettini, con le intenzioni indirizzate alla Madonna. Fonte: "Barbiere della Sera" del 16 ........................ Oggi incontro tra patron e tecnico per gettare le basi per il futuro. Si riparla di Max Vieri STA PER NASCERE LA NUOVA ANCONA di Luca Frezzotti Quella di oggi è la giornata decisiva per la conferma di Gigi Simoni all'Ancona. Questa mattina il tecnico di Crevalcore ed il patron Pieroni si incontreranno, presumibilmente negli uffici dell'Ancona, per definire i dettagli di un connubio che dovrebbe proseguire nel rispetto del contratto di Simoni (tra l'altro il mister dorico sta cercando casa a testimonianza della sua volontà di rimanere). Il mister biancorosso presenterà la relazione tecnica sulla stagione andata in archivio e traccerà le sue linee guida per la squadra dell'anno prossimo. Se i piani di Simoni e Pieroni saranno coincidenti basterà una sana stretta di mano per cementare un rapporto tuttora solido. I due tra l'altro si sono anche visti sabato sera a cena al 'Picchio Beach' dopo il concerto di Baglioni ma non hanno approfondito certe tematiche che verranno sviscerate solo oggi a quattr'occhi. L'impressione è che il connubio possa proseguire in linea con la volontà dei due. Solo un indirizzo differente o una diversa visione sui programmi e sulla campagna acquisti potrebbe portare alla separazione. Un'eventuale rottura potrebbe dare il via a vari scenari ma solo un clamoroso 'coup de theatre' porterebbe Simoni a Napoli, una delle società interessate al mister dorico, laddove sembra prossimo all'insediamento Andrea Agostinelli. Altre possibilità sarebbero ipotizzabili solo in serie B dato che in A in pratica tutte le panchine sono occupate. L'altra suggestione sarebbe legata al Genoa che spera in un ripescaggio in B ma sembra aver attivato dei canali di contatto con De Canio. Considerando anche la scarsità delle alternative, ma ribadiamo che in prima battuta c'è la volontà a restare insieme di Pieroni e Simoni, sembra difficile immaginare una partenza del tecnico che ha portato la società dorica in A. Ovviamente ogni ipotesi va considerata per cui in caso di separazione sembrano essere già pronti un paio di candidati alla sostituzione del mister: Donadoni e Mazzone restano in pole position. Oggi sarà sciolto ogni dubbio ed una volta scelta la guida tecnica inizierà l'allestimento dell'Ancona che partirà da Milano dove Pieroni si troverà per una riunione di Lega. Nell'occasione il numero uno di via Maratta affronterà con Oriali la questione Scarpi nel tentativo di strappare al dirigente dell'Inter un sì per il rinnovo del prestito del portiere. Con i nerazzurri si potranno gettare le basi per tentare la scalata al giovane talento Martins che almeno al momento non si muove da Milano. Le prime mosse di mercato dell'Inter nel reparto offensivo sbloccheranno la situazione ed una sovrabbondanza di attaccanti potrebbe spingere l'Inter a mandare il giocatore in prestito. A Milano Pieroni darà vita ad altri contatti importanti con il Milan per avere la conferma del prestito di Antonini a cui punta anche la Samp. Altro nodo da sciogliere è quello della comproprietà con il Parma di Degano che potrebbe restare ad Ancona per tentare il salto definitivo in serie A. In linea con una politica di valorizzazione dei giovani potrebbe rientrare l'interesse dell'Ancona per il giovane portiere dell'Albinoleffe Paolo Acerbis (22). Il giocatore bergamasco potrebbe diventare il vice di Scarpi, in caso di conferma del portiere di Jesolo, al posto di Gori che potrebbe essere dirottato a Taranto. Questi i primi impegni in agenda per Pieroni che troverà il modo anche di parlare con Schenardi e Magoni per il rinnovo del contratto. Infine una conferma: il presidente del Verona Pastorello avrebbe dato il via libera per un ritorno di Max Vieri all'Ancona. Fonte: "Corriere Adriatico" del 16 ........................ IERI SERA AD ANCONA LA PRIMA TAPPA DELLO SHOW CHE SARÀ A CATANIA IL 12 LUGLIO AL VIA IL TOUR-EVENTO DI CLAUDIO BAGLIONI ANCONA - È partito ieri sera da Ancona il grande tour-evento di Claudio Baglioni che dopo 5 anni riporta l'artista romano nei grandi stadi: 8 serate che sono altrettante "prime", dei veri pezzi unici con ospiti d'eccezione diversi volta per volta, impianti scenografici e luci differenziati da città a città. Per la serata inaugurale è salito sul palcoscenico da 2000 metri quadrati allestito allo stadio del Conero Andrea Bocelli che ha affiancato Baglioni in «Con tutto l'amore che posso», un vecchio brano tratto da «Questo piccolo grande amore». Nella prossima data, a Milano il 19 giugno, ci sarà Laura Pausini. Poi sono previste varie "sorprese", anche se si parla della partecipazione di Giorgio Panariello a Firenze il 27 giugno. Lo spettacolo si è aperto con una parte acustica, un medley di vecchi successi, «quasi una biografia cantata» secondo Baglioni. «È un tour - ha detto - che nasce da una voglia colta e da una voglia "cialtrona". La prima ci porta a riprendere, ovviamente in misura molto più modesta, il concetto wagneriano di teatro totale, in grado di dare al pubblico tutte le emozioni possibili. La seconda viene semplicemente dalla gioia di ritrovarci, musicisti e tecnici che hanno fatto parecchia strada, qualcosa come un raduno di persone che hanno lavorato insieme». A parte l'introduzione acustica, ogni serata sarà uno show di grandi numeri, con la regia di Pepi Morgia e coreografie di Luca Tomassini, che ha messo in scena un corpo di ballo di 34 elementi più circa 300 performer per ciascuna data-evento, reclutati praticamente sul posto. Sul palco anche un'orchestra di 33 elementi e una band di 6 artisti, che collaborano con Baglioni da una vita: Paolo Gianolio (chitarra), Walter Savelli (piano), Giovanni Boscariol (tastiera), Danilo Minotti (chitarra), Paolo Costa (basso), Lele Melotti (batteria). «Per questo - ha scherzato il cantautore - ho voluto fare il tour ora. Siamo tutti abbastanza anziani, non vorrei che qualcuno cedesse». In scaletta una trentina di brani, solo 5 dei quali tratti dall'ultimo cd lanciato poche settimane fa «Sono io, l'uomo della storia accanto». Per il resto Baglioni ha puntato su successi vecchi e più recenti, compresa l'immancabile «Questo piccolo grande amore». «Un brano - ha commentato - su quale ho cercato di mettere i piedi in tutti i modi, come del resto fanno tutti con le loro canzoni-simbolo. Ammetto che qualche volta ho fatto anche qualche forzatura, tanto che una volta sono stato affrontato da una fan dopo un concerto. 'Lei non si deve permettere di cambiare questa canzone - mi ha detto - non è più sua, è nostra. Ed in effetti aveva ragione». Dopo ancona Baglioni sarà il 19 a Milano (San Siro), il 23 a Padova (Stadio Euganeo), il 27 a Firenze (Stadio Franchi), e a luglio il primo a Roma (Olimpico), il 5 a Napoli (San Paolo) e il 12 a Catania (stadio Massimino). Fonte: "La Gazzetta del Sud" del 15 ........................ 1.000 LIRE l'esordio Claudio Baglioni è nato a Roma il 16 ... 1.000 LIRE L'esordio Claudio Baglioni è nato a Roma il 16 maggio 1951, segno zodiacale Toro. Al 1966 risale la sua prima esibizione professionale, in un teatro di varietà, per una paga di sole 1.000 lire. Nel 1970 realizza il suo primo album, dal titolo «Claudio Baglioni». Il successo arriva due anni dopo con «Questo piccolo grande amore» 120 METRI Il palco Baglioni è accompagnato nel suo tour da più di 40 ballerini, 400 comparse e da un'orchestra di 33 musicisti. Il palco misura in lunghezza 120 metri e 18 in larghezza. Come coreografia anche 3 mila palloncini e 150 sfere trasparenti Fonte: "Il Corriere Adriatico" del 15 ........................ MUSICA: ANCONA, BAGLIONI 'SPETTACOLO COLTO E CIALTRONE' Ancona, 14 giu. (Adnkronos) - E' 'l'uomo della storia accanto', quello che si racconta questa sera allo stadio Dorico di Ancona, per la prima delle otto date estive che lo porteranno in giro per l'Italia, ideate con Pepi Morgia e Luca Tommassini, che cura anche le coreografie, della durata di 3 ore, bis permettendo. Claudio Baglioni, durante una conferenza stampa, ha anticipato i temi del suo spettacolo, il primo con ospiti, questa sera Andrea Bocelli che cantera' 'Tutto l'amore che io posso', tratto da 'Questo piccolo grande amore' del '72. Fonte: "ADNKRONOS" ........................ ESCLUSIVO. UN INTERVENTO DI CLAUDIO BAGLIONI PER IL NOSTRO GIORNALE IN ATTESA DEL CONCERTO DEL 23 GIUGNO «A PADOVA COME LA PRIMA VOLTA» E VOGLIO CHE IL MIO CUORE SIA COME IL PEDROCCHI: SENZA PORTE «NON CANTO E SUONO DENTRO UNO STADIO DA CINQUE ANNI» Claudio Baglioni SEGUE DALLA PRIMA prima volta. Non esiste la routine. Ogni vigilia è al cardiopalma. Da sempre. E, anche se mi ci sono quasi rassegnato, non riesco ad abituarmici. Forse perché alla paura non ci si abitua mai. Alla sola idea di trovarmi al centro di uno stadio, mi sento attraversare da una scarica di adrenalina difficile da sostenere, dalla quale cerco di ricavare l'energia che serve -e ce ne vuole tanta- a raccogliere la sfida. Perché è più o meno come trovarsi da soli, in mezzo a una spiaggia deserta, nel momento nel quale il più burrascoso degli oceani ha deciso di scaricarti addosso un'onda gigantesca. Non suono in uno stadio dal '98, ma so cosa significa veder ondeggiare a ritmo di musica una muraglia di corpi, avvertire che i loro cuori battono insieme al tuo, mentre decine di migliaia di voci intonano tua una canzone. E' un'emozione senza paragoni. In realtà, il 23 giugno al centro dello Stadio Euganeo (che, per una notte almeno, diventerà il secondo luogo di Padova nel quale non c'è il prato che ci si aspetta!) non sarò solo. Sei straordinari musicisti, 42 elementi di orchestra, un balletto di 80 persone e quasi un migliaio tra performer, atleti e artisti di strada, infatti, animeranno, insieme a me, qualcosa di più di un semplice concerto: uno spettacolo, ogni sera, diverso. E non per un particolare gusto per il kolossal o perché -come si dice- i grandi spazi chiamano i grandi numeri. Al contrario. Il concerto che ho in mente è la risultante di una pluralità di voci, di linguaggi, di gesti, di elementi. Ogni concerto sarà diverso perché ogni sera daremo una diversa lettura, una diversa interpretazione, una nuova valenza a questo nostro dividere la scena. Proprio come in uno spartito, dove ogni nota ha un valore fondamentale, senza il quale la musica non sarebbe completa e, comunque, non sarebbe più la stessa. E questo accento sull'insieme, sul valore di una molteplicità costituita da diverse individualità è uno dei temi di questo mio nuovo disco. Una riflessione sull'importanza dei tanti io che con le loro piccole storie animano la grande storia la quale, senza queste mille anime sconosciute, non sarebbe quell'affascinante linea che conosciamo, ma un disordinato e slegato insieme di segmenti. Ma, forse, la vera novità di questo appuntamento nei grandi stadi, non sarà tanto nella struttura dello show, nella presenza di altri artisti e nel grande spazio lasciato all'improvvisazione e alla sorpresa. Saranno le canzoni. Perché, in questo tour, per la prima volta, ho deciso di ripercorre tutti i momenti per me più significativi di questi trentacinque anni di musica, riproponendo anche canzoni importanti che non suono più dal vivo da molto tempo. Suonarle tutte (come vorrei) non è fisicamente possibile, ma, ho cercato di non sacrificare nulla di quelle parole e quelle note che legano la mia piccola storia alla vostra, con la speranza di riuscire a regalare una notte che valga la pena di essere ricordata. Una notte nella quale anche il mio cuore sia, per voi, senza porte, come le sale del Pedrocchi, uno dei luoghi simbolo di questa straordinaria città. Fonte: "Il Mattino" di Padova ........................ FARAONICO IL TOUR PARTITO IERI SERA DALLO STADIO DI ANCONA E IN ARRIVO GIOVEDÌ A SAN SIRO UN PALCO DI CENTO METRI, CAMBI DI COSTUME DA FESTA RINASCIMENTALE, ARRANGIAMENTI COREOGRAFATI IN STILE BROADWAY. TRE ORE E MEZZA DI "GRANDEUR" di Renato Tortarolo Claudio Baglioni: mai uno spettacolo così ricco e fastoso Baglioni delle meraviglie Show con 400 figuranti e maxi-orchestra Uno show faraonico. Con 400 figuranti in scena, cambi di costume da festa rinascimentale, e un fronte del palco lungo cento metri. Così Claudio Baglioni per il suo nuovo tour, partito ieri seradallo stadio Conero di Ancona e che giovedì approderà a San Siro. Che il cantautore avesse in mente una fiera delle meraviglie si sapeva, ma questa volta è più un omaggio alla "grandeur" che alla musica. Anche se lo show dura tre ore e mezza e Baglioni si prodiga fra brani dell'ultimo album "Sono io" e un repertorio lungo trent'anni. Uno show da vedere, come potrebbe essere a Broadway o a Las Vegas, dove il minimalismo è concesso solo a classici per voce e chitarra come "Strada facendo" o alle nuove "Sono io" e "Tutto in un abbraccio". Ma Baglioni ha ancora voglia di stupire, quindi in ciascuna delle sette città toccate dal tour ha selezionato 400 balleriniche si trasformano con rare doti camaleontiche.Il fronte di fuoco è lungo cento metri: dal palco centrale dove staBaglioni partono due passerelle che si collegano a due palchetti:uno per i 6 musicisti della band, e un altro per l'orchestra di 33 elementi. Ma non finisce qui: dai palchetti si diramano altre due lunghe passerelle che tagliano longitudinalmente il prato dellostadio. E dove Baglioni e i suoi ballerini passano ripetutamente. Il pubblicosta da una parte e dall'altra diquesta lunga lama illuminata a giorno, intorno alla quale ballano i figuranti in una specie di parco giochi ditaglio disneyano. Durante le coreografie, i ballerini cambiano almeno due costumi. Diventando, via via, giocolieri, acrobati, mangiatori di fuoco, kickboxers, pagliacci, suore sui pattini. Suggestiva, ma facile a essere cambiata di volta in volta, l'apertura con un medley di successi eseguito da solo. Mentre la prima canzone in cui appaiono i figuranti è "Uomini persi". Molto bella anche "Avrai" per pianoforte, voce e violini con i 400 che entrano tutti in kimono bianco, portando una candela e avvolgendo il cantautore. Farà discutere, invece, "Domani mai" con la coreografia cyber armature in gomma, stile "Rollerball": una delle invenzioni di Luca Tomassini, il ballerino più amato dal rock mondiale, che ha trovato nel regista genovese Pepi Morgia un interlocutore molto fantasioso. Ai fans di Baglioni piacerà sicuramente il set di "Cuore d'aliante" con il corpo di ballo che agita mille bastoncini luminosi e intermittenti. Mentre ne "Le vie dei colori" entrano in scena cento sbandieratori estratti, probabilmente a sorte, dalla truppa dei figuranti. Inedita e curiosa la versione gospel per sola voce e coro a cappella di "Buona fortuna". Mentre qualche fans potrebbe svenire per l'adattamento "dub", quindi molto moderna, di "Questo piccolo grande amore". A Baglioni piace stupire, e questo spettacolo finirà per disegnargli intorno l'aureola da tycoon di Las Vegas. Dove tutto è gioco. Fonte: "Il secolo XIX" ........................ *** Visitate: http://www.brever.net/rassegnastampa Rassegna Stampa sul web in formato .tx -- --------------------------------------------------------------------------------------- SALTA A BORDO DI GOOD YEAR EXPLORA! Acquista 4 pneumatici Goodyear, ritira il modulo d’iscrizione e potresti entrare a far parte di uno dei 4 equipaggi alla scoperta dei misteri d’Italia. 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